Grandi mostre di Ca' dei Carraresi a Treviso
> Manciù, nuovi tesori mai visti
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A Ca' dei Carraresi l'avvicendamento di alcuni tra i reperti più preziosi per la mostra Manciù, l'ultimo Imperatore
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Manciù, nuovi tesori mai visti
A Ca' dei Carraresi l'avvicendamento di alcuni tra i reperti più preziosi
Treviso - "I vessilli, i dipinti e gli abiti imperiali esposti provengono tutti dalla Città Proibita. Sono oggetti di primaria importanza e grandissimo valore, tesori di Stato, conservati al buio in caveaux blindati, a temperatura e umidità regolari per timore che i pigmenti delle sete possano soffrirne. Non vengono mai esposti, per questa mostra è stata fatta un’eccezione ma con un limite di tre mesi di esposizione. Da febbraio gli abiti, le divise militari e i dipinti saranno sostituiti da altri di pari interesse e valore". Dalla nostra intervista al curatore della mostra, il sinologo Adriano Màdaro.
Nuovi reperti - E' così che il 13 febbraio sono state aperte le casse contenenti i reperti che vanno a sostituire quelli esposti dal 29 ottobre a Ca' dei Carraresi.
Presenti alla conferenza stampa indetta per l'occasione Adriano Màdaro, curatore della Mostra, Lu Xin, membro della Segreteria dell'Accademia Cinese di Cultura Internazionale con sede a Pechino, Floriano Zambon, Assessore alla Cultura della Provincia di Treviso, Stefano Pimpolari, Assessore alla cultura del Comune di Treviso e Francesco Celante, Presidente di Rotas Italia.
In mostra fino al 13 maggio cinque nuovi vessilli imperiali in seta con nuvole stilizzate in forma di spirale, la Veste Imperiale Estiva risalente al Regno di Daoguang, le calzature di Concubina, il set di borsette di seta da appendere alla cintura come tradizione del popolo Manciù risalenti al regno di Tongzhi. E ancora due nuovi dipinti di Giuseppe Castiglione e la seconda parte del finissimo e particolare rotolo di seta facente parte dei dodici rotoli dedicati ai viaggi di ispezione dell'Imperatore Qianlong alle regioni della Cina Meridionale e contrassegnato col numero 9. I reperti in seta fin'ora esposti saranno imballati in casse sigillate e torneranno nei caveaux della Città Proibita assieme agli altri a fine Mostra.
Quasi cinquantamila i visitatori fin'ora. Entro maggio si prevede il superamento dei centomila. Un grande successo per un evento che a Treviso ha aperto una finestra sulla millenaria storia della Cina. Una conferma per chi ha lavorato, creduto e investito in un'occasione di cultura come questa. |